FARMACIA

ANTONIA Dr.ssa GIANNONE

Corso Don Luigi Sturzo, 122;70059 TRANI; tel/fax:0883-400114

 


FARMACI E DISAGIO PSICHICO

 L’esperienza di situazioni di “disagio” -nel senso di sentirsi poco bene non per ragioni di un malessere fisico più o meno facilmente identificabile - è parte del quotidiano di ognuno/a di noi.

Questo disagio può essere vissuto e chiamato in modi diversi, a seconda:

- della gravità dei sintomi che lo esprimono;

- della loro durata e della variabilità nel tempo;

- dei fattori, esterni o personali, dai quali il disagio è causato, o con cui si accompagna;

- del fatto che si risolva da solo o abbia bisogno di un aiuto esterno,per essere meglio inquadrato,compreso, risolto.

I termini che più generalmente sono utilizzati per classificare le tante situazioni di disagio sono: ansia, insonnia, de pressione. È importante ricordare che:

- la sensibilità e la variabilità con cui ognuno/a vive e reagisce al disagio psichico e ai suoi sintomi sono molto diverse;

- spesso il disagio psichico si esprime, si confonde, si traveste con sintomi fisici;

. il ruolo dei farmaci (richiedono tutti prescrizione medica!) può essere molto importante nell’affrontare i sintomi e le situazioni più difficili;

- per le caratteristiche che sopra si sono ricordate, l’intervento del medico e l’uso dei farmaci possono al massimo fornire un aiuto parziale: il coinvolgimento della persona sofferente nella comprensione dei problemi e nella loro gestione è, soprattutto in questo campo, particolarmente importante.

Ansia - Insonnia

Sono le due situazioni che ricorrono più frequentemente, in modo occasionale o per periodi prolungati. Il loro perché vero non è sempre, né facilmente, identificabile. È bene verificare - collaborando e dialogando con il medico per orientarsi e capire - quale è il ruolo di:

- situazioni ambientali o sociali stressanti;

- malattie fisiche (disfunzioni tiroidee, ipoglicemia, altri problemi ormonali, malattie cardiache, altro);

- malattie psichiatriche;

- stili di vita che includono anche uso improprio di sostanze (caffeina, nicotina, alcool, ...);

- assunzione di farmaci (antipertensivi, broncodilatatori, altri) o loro sospensione brusca.

Per i sintomi ansiosi o le difficoltà nel sonno (difficile addormentamento e/o sonno disturbato e/o insufficiente) si usano sostanzialmente le stesse categorie di farmaci (Tabella i alla fine), anche se le loro dosi possono essere diverse, così come ovviamente diversi sono i tempi di assunzione.

Un uso “saggio” (= quello cioè che meglio può garantire efficacia e sicurezza) di questi farmaci è possibile osservando le seguenti regole:

1 - usarli solo in caso di situazioni di ansia insonnia più gravi, che si prolungano nel tempo, che rendono difficile la normale attività della vita quotidiana, che non sono risolvibili con interventi non-farmacologici;

2- quando sono effettivamente indicati, usarli “tranquillamente”, senza attendersi miracoli immediati, ma senza temere troppo delle conseguenze dannose: l’effetto sui sintomi si verifica di norma rapidamente, ma questo può avvenire nell’arco o di minuti o di ore. Gli ansiolitici sono dunque adatti ad un uso “al bisogno”, ossia quando si verifichino, ma anche quando si teme che si possano verificare, sintomi ansiosi oppure quando ci si espone ad una situazione stressante;

3 - spesso le persone ansiose sanno prevedere le situazioni e le circostanze in cui i sintomi si manifestano. In questi casi, tenere con sé il farmaco è spesso sufficiente ad evitare l’insorgenza stessa dei sintomi.

 

4 - L’uso prolungato quotidiano di ansiolitici andrebbe evitato. Gli studi più seri dimostrano che dopo alcune settimane:

diminuisce o scompare il beneficio;

aumenta il rischio di effetti collaterali;

ci si “affeziona troppo”, e si diventa“dipendenti” dal trattamento.

(N.B. la dipendenza è il fenomeno per cui, alla sospensione del farmaco, si ripresentano sintomi quali ansia, irritabilità, nervosismo, insonnia, agitazione: può far decidere di riprendere l’assunzione dell’ansiolitico e si verifica, quindi, la situazione per cui “non si riesce più a farne a meno”). 5 -  Durante il trattamento con ansiolitici si possono verificare effetti non favorevoli cui stare molto attenti: diminuzione della memoria, diminuzione della capacità di riflessi psicomotori, eccessiva sonnolenza e sedazione. È chiaro che questi effetti possono produrre una compromissione delle attività quotidiane ad esempio:

• chi guida l’automobile o fa lavori manuali a rischio, non dovrebbe assumere ansiolitici in quanto i riflessi sono rallentati;

• negli anziani il rischio di cadute e fratture è aumentato;

• l’assunzione di alcool aumenta tutti i rischi e gli effetti dannosi degli ansiolitici;

• verificare sempre con il medico l’esistenza di problemi in caso di assunzione di altri farmaci (es. antiipertensivi, antistaminici).

6 - Non ha senso assumere due o più di questi farmaci contemporaneamente poiché non si migliora l’effetto terapeutico e si aumenta il rischio di sviluppare effetti indesiderati: è bene organizzarsi (anche dialogando con il medico) sul come eventualmente distribuire le dosi nella giornata per assicurare, se necessario, effetti ansiolitici nel tempo e favorenti il sonno.

Tabella 1.

Farmaci ansiolitici e ipnotici

Farmaci ansiolitici - Farmaci sedativi e favorenti il sonno

(Mialin, XanaX)                        Alprazolam                 UB

(Lendormin)                              Brotizolam                  UB

(Depas, Pasaden)                     Etizolam                      UB

(Halcion)                                  Triazolam                    UB

(Tavor, Control)                      Lorazepam                  B

(Minias)                                   Lormetazepam            B

(Limbial)                                  Oxazepam                  B

(Normison)                              Temazepam                B

(Lexotan, Compendium)          Bromazepam              ML

(Roipnol)                                 Flumitrazepam           ML

(Valium, Ansiolin)                    Diazepam                  ML

(Flunox)                                   Flurazepam               ML

 

La durata di azione (UB: ultrabreve; B: breve; ML: medio lunga) è la caratteristica che può guidare ad una scelta e ad una valutazione degli effetti desiderati e indesiderati di farmaci tra loro molto simili come simili sono i nomi propri dei farmaci. 

Per orientarsi

1) In modo generale

“Essere depressi” è una delle condizioni ed espressioni che si sente più frequentemente citare:

- nei discorsi che si fanno quotidianamente;

- nelle cronache e nelle sezioni dedicate alla salute da giornali di tutti i tipi;

- nei mass-media più diversi.

Al di là del senso di disagio, sofferenza, o addirittura dei drammi che [ fortuna raramente] questa vera e propria  epidemia di presenza della depressione nella nostra società, si ha a volte l’impressione che parlare di depressione sia un po’ una moda poiché “la vita moderna con le sue complessità … ‘  e collegata da tanti anche l’uno o l’altro dei farmaci antidepressivi che il mercato, negli ultimi anni, ha messo a disposizione con grande abbondanza.

2) In modo specifico

1. Essere depressi è un’etichetta molto generica, che si riferisce a situazioni molto diverse tra loro, che possono portare a sintomi più o meno gravosi, e che hanno bisogno di avere un inquadramento diagnostico preciso da parte del medico.

2. Le terapie farmacologiche non sono nè le uniche, nè per tutti le migliori o sufficienti, per situazioni e sintomi depressivi.

3. I farmaci antidepressivi sono stati sviluppati e studiati per le forme più gravi di depressione,

che sono molto “pesanti” per le persone che ne soffrono, fino a sentire il disgusto del vivere e pensare al suicidio. (V. Riquadro)

4. La tendenza attuale in campo specialistico (non sostenuta peraltro da solide conoscenze scientifiche) è quella tuttavia di allargare il campo delle indicazioni, attraverso la formulazione di “nuove” diagnosi per situazioni di disagio meno gravi, e addirittura molto diverse dalla depressione.

Riquadro

Depressione = diminuzione dell’umore, diminuzione e perdita di interesse per le attività della vita quotidiana, rallentamento, perdita di memoria, perdita dell’appetito, insonnia, sentimenti di inadeguatezza e colpa per “non essere più capaci di fare le cose” come prima. Questi sintomi, di solito, seguono un andamento ciclico, in cui gli episodi di depressione si alternano ad altri di umore relativamente normale.

Antidepressivi = farmaci in grado di migliorare i sintomi della depressione.

 

Per un uso “saggio” degli antidepressi

1) Le attese

Gli antidepressivi (che hanno sempre bisogno di prescrizione e supervisione medica), portano ad una riduzione-remissione dei sintomi in circa 70 casi ogni 100.

(N.B.: ciò significa che circa i caso su 3 non avrà una risposta soddisfacente!)

2) Quanto e come

2a. Gli antidepressivi devono essere assunti con regolarità, e non “al bisogno”, ossia saltuariamente quando ci si sente giù di morale.

2b. Il beneficio del trattamento può dipendere anche dalla dose di farmaco: è importante, in occasione della prescrizione medica, accordarsi bene sugli schemi di dosaggi da adottare e seguire.

2c. Il farmaco si aumenta gradualmente fino alla dose terapeutica; alla fine del trattamento il farmaco si diminuisce gradualmente fino alla sospensione.

3) Per quanto tempo

3a. L’effetto terapeutico si verifica dopo 3-6 settimane dall’inizio del trattamento, mentre gli effetti indesiderati si manifestano più spesso durante le prime settimane di terapia. Di conseguenza, è buona norma non interrompere il farmaco nel primo mese/mese e mezzo di trattamento, se non quando gli effetti collaterali siano importanti.

3b. Coloro che traggono beneficio dal trattamento dovrebbero proseguirlo per 4-6 mesi, anche se non si sentono più depressi. Questo è importante per evitare la ricomparsa dei problemi e dei sintomi.

4) E se “non funziona?”

4a. I soggetti che non traggono beneficio da un farmaco antidepressivo potrebbero

rispondere ad un altro. Di solito, se un farmaco non funziona, si cambia composto e si inizia un

nuovo trattamento, la cui scelta dovrà essere valutata dal/con il medico curante.

4b. Assumere due o più antidepressivi contemporaneamente non è utile, nè per indurre un effetto terapeutico più rapido, né per migliorare le probabilità di risposta. Viceversa si aumenta il rischio di effetti indesiderati.

5) Quanto sono “sicuri” gli antidepressivi

5a. Tutti gli antidepressivi possono provocare effetti collaterali soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento.

5b.Il paziente deve essere informato dal medico di questa possibilità, e sul come comportarsi in caso di una loro comparsa.

5c.La sospensione brusca del trattamento dovrebbe essere sempre evitata poiché potrebbe causare insonnia, ansia, agitazione e irritabilità: tutti sintomi che possono essere interpretati come una ricaduta depressiva.

6) Problemi, e persone, particolari

6a.L’uso degli antidepressivi nelle persone anziane è stato poco studiato: deve essere considerato come oggetto prioritario di ricerca, sia per l’efficacia che per la sicurezza.

6b.La gestione di sintomatologie depressive in gravidanza (e più in generale in donne in età fertile) deve essere valutata caso per caso con il medico, tenendo conto delle alternative non farmacologiche di trattamento e facendo ricorso ai Centri di Informazione specializzati.

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