(Se volete altre informazioni chiamate
Vaccinazione 1678/21119)
(solo per l'epatite il Comitato
prevenzione epatite virale 02/ 29003327)
GAZZETTA UFFICIALE N.87 DEL 15 APRILE
1999 MINISTERO DELLA SANITA'CIRCOLARE 7 APRILE 1999, N. 5.
IL NUOVO CALENDARIO DELLE VACCINAZIONI
OBBLIGATORI E RACCOMANDATE PER L'ETA' EVOLUTIVA.
(CIRCOLARE
ESPLICATIVA)
Gli obiettivi
adottati dall'Ufficio regionale europeo dell'Organizzazione mondiale della
sanita' per la realizzazione dell'obiettivo 5 (lotta alle malattie infettive)
del piano (Salute per tutti nel 2000) e del Programma esteso di immunizzazione (EPI) sono stati sostanzialmente recepiti del Piano sanitario nazionale per il
triennio 1998-2000.
Il piano sanitario
nazionale 1998-2000 (Un patto di solidarieta' per la salute), approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998 (Gazzetta Ufficiale
supplemento ordinario n. 228 del 10 dicembre 1998) individua, tra le aree
prioritarie di intervento dell'obiettivo II (Contrastare le principali
patologie), la prevenzione mediante vaccini delle malattie infettive per cui i
programmi di vaccinazioni di massa mostrano un rapporto rischio-beneficio e
costo-beneficio favorevole.In particolare, nel Piano sanitario nazionale
1998-2000,sono stati definiti i seguenti obiettivi specifici: raggiungimento
nella popolazione di eta' inferiore a ventiquattro mesi, anche immigrata,
di coperture vaccinali pari o superiori al 95 per cento per le vaccinazioni
contro difterite,tetano, poliomielite, epatite B, morbillo, parotite,
rosolia,pertosse, Haemophilus influenzae b; eradicazione del virus della
poliomielite;raggiungimento nella popolazione di eta' superiore a 64 anni, di
copertura vaccinale contro l'influenza pari o superiore al 75 per cento.Al fine
di raggiungere e mantenere le coperture vaccinali adeguate al controllo e
all'eliminazione delle malattie bersaglio,cosi' come indicato del Piano
sanitario nazionale, e' auspicabile il tempestivo e costante coinvolgimento
delle autorita' sanitarie centrali e periferiche, degli operatori sanitari e dei
cittadini, e l'adozione di idonee misure e strumenti operativi.Un nuovo
calendario vaccinale, adeguato fra l'altro ad alcune mutate situazioni
epidemiologiche, puo' contribuire a perseguire gli obiettivi proposti,
facilitando inoltre l'eccesso alle vaccinazioni e di conseguenza una maggiore
accettazione da parte degli interessati. Ove avvalorato delle conoscenze
scientifiche sull'argomento,nella definizione del nuovo calendario sono state
tenuti in considerazione, infatti, anche fattori pratici quali la disponibilita'
di nuovi vaccini combinati e la necessita' di snellire favorendo l'operativita'
dei servizi.In quest'ottica, e' stata prevista l'utilizzazione, per l'attuazione
del programma nazionale di vaccinazioni per l'eta' evolutiva, dei vaccini
commergializzati in Italia anche secondo schemi posologici diversi da quelli
riportati nei relativi foglietti illustrativi, purche' rispondenti ai protocolli
di cui al decreto.per consentire il suo rapido aggiornamento in relazione ad
eventuali nuove esigenze epidemiologiche, il nuovo calendario delle vaccinazioni
per l'eta' evolutiva, elaborato nel corso dei lavori della commissione di
esperti in tema di vaccinazioni istituita con decreto ministeriale 20 ottobre
1997, viene adottato tramite un decreto ministeriale, i cui articoli sono di
seguito illustrati.
IL CALENDARIO DI
VACCINAZIONE. ---ARTICOLO 1.
Nell'articolo 1
del decreto ministeriale 7 aprile 1999 viene presentato, in forma schematica, il
nuovo calendario delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate per l'eta'
evolutiva. Nello schema vengono indicate le eta' piu' appropriate per l'inizio
ed il completamento del ciclo vaccinale di base nei nuovi nati, e per la
somministrazione di eventuali dosi di richiamo delle vaccinazioni incluse nel
programma nazionale di immunizzazione. Vengono anche illustrati gli intervalli
temporali accettabili per la somministrazione, anche simultanea, dei vaccini, in
modo da assicurare la necessaria flessibilita' e semplicita' nelle operazioni
vaccinali.
LA VACCINAZIONE
ANTIDIFTERICA-TETANICA-PERTOSSICA. - ARTICOLO 2.
L'articolo 2
definisce nel dettaglio il calendario per l'esecuzione dei nuovi nati della
vaccinazione contro difterite, tetano e pertosse (DTP). L'impiego di vaccini
contenenti in combinazione, oltre che l'anatossina tetanica e quella difterica,
anche la componente pertossica (nella forma cellulare o in quella acellulare), o
altri antigeni, consente di raggiungere piu' facilmente l'obiettivo, della
copertura vaccinale 3/95 per cento nei bambini di eta' inferiore a ventiquattro
mesi nei confronti delle malattie bersaglio indicate nel Piano sanitario
nazionale 1998-2000. Il ciclo primario della vaccinazione DTP, con qualsiasi
tipo di vaccinazione combinato, va iniziato nel corso del terzo mese di vita, a
partire dal compimento della ottava settimana ed andrebbe completato entro e,
possibilmente, non oltre il dodicesimo mese di vita al fine di garantire la
protezione immunitaria nei confronti della pertosse nella fascia di eta'
maggiormente esposta alle complicazioni di questa malattia. Per il mantenimento
nel tempo di una valida risposta immunitaria nei confronti delle tre malattie
bersaglio, e' raccomandata la somministrazione di una dose di rinforzo di DTP in
eta' prescolare, a distanza di circa cinque anni dal completamento del ciclo di
base. Per quanto riguarda la pertosse, la somministrazione della dose di
rinforzo a 5-6 anni contribuisce non solo a prevenire lo spostamento, verso eta'
maggiori, della fascia di eta' di massima incidenza della malattia, ma anche a
prevenire l'instaurarsi dello stato di portatore in soggetti che, piu'
facilmente, potrebbero trasmettere l'infezione a bambini piu' piccoli o
rappresentare il punto di partenza di epidemie in ambiente scolastico. Secondo
le raccomandazioni ed i target operativi fissati dell'OMS per la regione
europea, una dose di richiamo di vaccino antidfterico-tetanico per adulti (Td)
andrebbe somministrata al termine del ciclo scolastico, all'eta' di 14-15 anni.
Come alternativa accettabile, nei bambini che non hanno ricevuto la dose di
rinforzo di DT o di DTP in eta' pre-scolare, Td puo' essere somministrato all'eta' di 11-12 anni, se sono trascorsi almeno cinque anni dall'ultima dose
del ciclo primario di DTP, in concomitanza con l'avvio del ciclo di vaccinazione
antiepatite virale B, o della vaccinazione antimorbillo-parotite-rosolia, negli
adolescenti non vaccinati. I successivi richiami di Td sono raccomandati con
cadenza decennale (Cfr. circolare n. 16 del 1996).
VACCINAZIONE
ANTIPOLIOMIELITICA. - ARTICOLO 3.
L'Italia e' libera
da poliomielite da virus selvaggio fino dalla meta' degli anni 80 (ultimo caso
indigeno nel 1983, ultimo caso importato nel 1988). La situazione epidemiologica
nazionale, che prelude alla certificazione ufficiale di Paese libero da polio e
quella internazionale, che ha visto la riduzione della morbosita' globale per
poliomielite di oltre il 90% in circa dieci anni, ha suggerito lopportunita' del
passaggio, per la vaccinazione antipolio, ad un calendario di tipo sequenziale.
Il vaccino antipoliomielitico orale (OPV), ancora considerato il vaccino di
scelta per raggiungere l'obiettivo di eliminazione della malattia ed
eradicazione dell'agente patogeno, puo' essere responsabile, in casi rarissimi,
dell'insorgenza di poliomielite paralitica associata a vaccino (PPAV). Dal 1990
ad oggi sono stati segnalati al Ministero della sanita' 10 casi di PPAV, per una
frequenza di un caso ogni 550.000 nuovi nati e ogni 2.200.000 dosi
somministrate. In 9 casi su 10 la sintomatologia e'insorta dopo la
somministrazione della prima dose di OPV. Non sono stati segnalati, negli ultimi
15 anni, casi di PPAV in soggetti in contatti di bambini vaccinati di recente
con OPV. Le PAVV sono legate alla parziale riacquisizione di neurovirulenza da
parte dei ceppi vaccinali, per fenomeni da retromutazione che si verificano
spontaneamente nel corso della loro replicazione all'interno dell'intestino.
Studi condotti in numerosi Paesi hanno dimostrato che un numero ridotto di
somministrazioni di vaccino antipolio inattivato (IPV) di tipo potenziato induce
una risposta immunitaria piu' che soddisfacente: il 90-100 per cento dei bambini
mostra titoli anticorpali protettivi dopo due dosi di IPV potenziato con loro
persistenza per almeno 4-5 anni dopo tre dosi. OPV induce una risposta
immunitaria secretoria molto valida, con produzione di IgA a livello tanto della
mucosa intestinale che di quella naso-faringea, in grado di bloccare la
replicazione e l'escrezione di poliovirus selvaggi da parte dei soggetti
vaccinati; l'impiego dell'OPV consente anche di ottenere un'immunita' mucosale
di gruppo (Herd Immunity) che riduce la circolazione interumana e la presenza di
poliovirus selvaggi nell'ambiente. D'altra parte, anche IPV determina un certo
grado di immunita' mucosale, sia pure piu' limitata nel tempo e meno valida
rispetto a quella indotta da OPV. E' stata infatti osservata l'assenza
dell'escrezione a livello naso-faringeo e la riduzione dell'escrezione a livello
intestinale degli stipiti vaccinali in soggetti precedentemente vaccinati con
una o piu' dosi di IPV; la riduzione del tempo di escrezione, pur vaccinali,
riduce il rischio e la frequenza di retromutazioni di questi, e le possibilita'
che si realizzino effetti patogeni tanto nello stesso ricevente che in contatti
che dovessero essere infettati dagli stipiti retromutanti. L'utilizzazione del
calendario vaccinale sequenziale IPV-OPV consente quindi di minimizzare quasi
del tutto il rischio di paralisi associata a vaccino nei riceventi mantenendo i
vantaggi legati all'uso del vaccino attenuato particolarmente importanti nelle
condizioni climatiche e geografiche italiane. Per quanto riguarda i contatti, va
tenuto anche presente che i casi di PPAV in questi sembrano rappresentare una
eventualita' piuttosto remota in una popolazione con buoni livelli di copertura
vaccinale quale quella italiana (copertura vaccinale media superiore al 97 per
cento nei nuovi nati, nessuna segnalazione negli ultimi quindici anni). La
sicurezza della schedula sequenziale, in varie combinazioni, e' stata valutata
nel corso di numerosi studi clinici controllati e sul campo in Paesi che, come
la Danimarca, hanno da sempre utilizzato un calendario sequenziale per la
vaccinazione antipolio. L'art. 3 definisce nel dettaglio il nuovo calendario
sequenziale per l'esecuzione della vaccinazione contro la poliomielite nei nuovi
nati. Il ciclo primario della vaccinazione antipolio, con qualsiasi tipo di
vaccino inattivato (singolo o in combinazione) va iniziato nel corso del terzo
mese di vita, a partire dal compimento della ottava settimana; la seconda dose
di IPV va somministrata entro il quinto mese di vita, non prima che siano
trascorse sei settimane dalla somministrazione della prima. Il ciclo va
continuato con la somministrazione di una dose di OPV nel corso
dell'undicesimo-dodicesimo mese di vita. La somministrazione della terza dose
della vaccinazione antipolio con OPV ha lo scopo di rafforzare l'immunita'
mucosale individuale e di gruppo anche in soggetti non vaccinati. Il
differimento della somministrazione dell'OPV dopo il compimento del decimo mese
di vita lascia anche il tempo sufficiente perche' vengano messe in evidenza
eventuali alterazioni dell'immunocompetenza, tali da controindicare in modo
permanente o temporaneo la somministrazione di vaccini a base di virus viventi
attenuati. Il ciclo di base della vaccinazione antipolio va completato con la
somministrazione di una dose di OPV nel corso del terzo anno di vita, e comunque
non prima che siano trascorsi dodici mesi dalla somministrazione della terza
dose di OPV. Lo stretto rispetto dei tempi indicati nel calendario e' essenziale
per il conferimento della protezione immunitaria nei confronti della
poliomielite. Va al riguardo segnalato che l'ultimo caso di PPAV in contatto
segnalato al Ministero della sanita' ha riguardato, nel 1983, un bambino che,
all'eta' di dieci mesi, non aveva ancora ricevuto alcuna vaccinazione
antipolio.
VACCINAZIONE
ANTIEPATITE VIRALE B. - ARTICOLO 4.
L'articolo 4
definisce nel dettaglio il calendario per l'esecuzione antiepatite B nei nuovi
nati. Il calendario della vaccinazione antiepatite B e' diversificato a seconda
che i bambini siano nati da madri positive o negative per l'HBsAg. Nel primo
caso, il calendario di vaccinazione, con qualsiasi tipo di vaccino, prevede la
somministrazione di una dose (zero) di vaccino antiepatite B entro le prime
12-24 ore di vita, con contemporanea somministrazione, in diversa sede corporea,
di immunoglobuline specifiche antiepatite B (200 UI). Le dosi successive vanno
somministrare a distanza di quattro settimane dalla prima, ed in seguito in
concomitanza con la seconda e la terza dose di DTP e di antipolio
rispettivamente (cfr. anche il decreto ministeriale 22 dicembre 1997, Gazzetta
Ufficiale - serie generale - n. 56 del 9 marzo 1998). Nei bambini nati da madri
HBsAg negative, il ciclo di base della vaccinazione antiepatite, con qualsiasi
tipo di vaccino, va iniziato nel corso del terzo mese di vita, a partire dal
compimento della ottava settimana, la seconda dose va somministrata nel corso
del quinto mese, e comunque non prima che siano trascorse sei settimane dalla
prima ed il ciclo va completato entro l'undicesimo-dodicesimo mese di vita. Per
gli adolescenti non vaccinati, la vaccinazione antiepatite B puo' essere
eseguita in qualsiasi momento tra l'undicesimo ed il dodicesimo anno di vita; il
ciclo vaccinale, con vaccini di formulazione adeguata all'eta', prevede la
somministrazione di tre dosi ai tempi 0, 1, 6 mesi. Le sedute programmate per la
vaccinazione antiepatite B possono essere utilizzate per offrire la dose di
richiamo di Td e la vaccinazione antimorbillo-parotite-rosolia (MPR) in soggetti
non precedentemente vaccinati. Le attuali conoscenze scientifiche permettono di
affermare che non e' necessaria la somministrazione di dosi richiamo della
vaccinazione antiepatite B nei soggetti, di qualunque eta', non appartenenti a
specifiche categorie a rischio.
VACCINAZIONE
ANTIMORBILLO-PAROTITE-ROSOLIA. - ARTICOLO 5.
L'Organizzazione
Mondiale della sanita' ha adottato formalmente obiettivi che prevedono entro
l'anno 2007 l'eliminazione dalla Regione europea del morbillo indigeno, ed entro
l'anno 2010 l'eliminazione della rosolia congenita nonche' il controllo, grazie
a programmi di immunizzazione, di parotite, pertosse, malattie invasive da
Haemophilus influenzae b. A tal fine sono stati definiti obiettivi operativi di
profilassi immunitaria e di sorveglianza tra cui: raggiungimento, entro il 1997,
di coperture vaccinali nei bambini di 2 anni pari al 95 per cento per morbillo,
parotite, rosolia in tutti i Paesi della Regione europea; raggiungimento di
coperture superiori al 95 per cento della popolazione bersaglio nei Paesi che
raccomandano la vaccinazione antirosolia nelle ragazze; riduzione, entro il
1997, della suscettibilita' al morbillo a livelli inferiori al 10 per cento in
ogni classe di eta'. Difatti, anche in presenza di valide coperture vaccinali,
sono possibili epidemie di morbillo e delle altre malattie bersaglio a partenza
di nuclei di soggetti suscettibili, soprattutto quando questi superino le
seguenti percentuali: 15 per cento dei bambini di eta' compresa tra 0 e 4 anni;
10 per cento tra 5 e 9 anni; 5 per cento tra 10 e 14 anni e di ogni coorte di
adulti. Il contenimento del numero di suscettibili e' possibile soltanto grazie
a calibrate strategie basate sulla somministrazione di due dosi di vaccino
antimorbillo-parotite-rosolia (MPR). In presenza di alti livelli di
suscettibilita' e bassi livelli di copertura vaccinale, l'eta' di scelta per la
somministrazione della seconda dose e' tanto piu' bassa, quanto minori sono
questi ultimi, in modo da favorire non solo l'immunizzazione dei soggetti
scarsamente rispondenti alla vaccinazione, ma anche il recupero dei non
vaccinati. La somministrazione di routine della seconda dose di MPR e' pero'
epidemiologicamente inutile se non vengono preventivamente raggiunti livelli di
copertura vaccinale pari o superiori all'80 per cento con la prima dose entro i
ventiquattro mesi di eta'. L'articolo 5 definisce nel dettaglio il calendario
per l'esecuzione della vaccinazione MPR nei nuovi nati. La prima dose di MPR va
somministrata nel secondo anno di vita entro il quindicesimo mese; per motivi di
praticita' e di riduzione del numero di accessi ai servizi vaccinali, la prima
dose di MPR puo' essere anticipata al dodicesimo mese e somministrata in
concomitanza con le vaccinazioni DTP, antipoliomielitica ed antiepatite virale
B. Qualora non sia stato possibile somministrare una dose di vaccino MPR entro i
ventiquattro mesi di vita, e' necessario utilizzare ogni seduta vaccinale
successiva per il recupero dei soggetti non vaccinati (catch up). Ai fini della
prevenzione della sindrome da rosolia congenita e della parotite e del morbillo
in eta' giovanile-adulta (cui sono associate maggiori complicazioni e mortalita'
specifica), in attesa del raggiungimento di coperture vaccinali paro o superiori
all'80 per cento con la prima dose e' possibile offrire una dose di MPR a
soggetti non precedentemente vaccinati in occasione delle sedute vaccinali
programmate per la vaccinazione antiepatite virale B e per il richiamo della
vaccinazione antidfterica- tetanica.
VACCINAZIONE
CONTRO LE INFEZIONI INVASIVE DA
HAEMOPHILUS
INFLUENZAE B. - ARTICOLO 6.
L'Haemophilus
influenzae, e particolarmente il siero b (Hip), puo' essere responsabile di
infezioni invasive a carico di vari organi ed apparati (artriti, epiglottiti,
broncopolmoniti, meningiti), con frequenza e gravita' inversamente proporzionale
all'eta' dei soggetti colpiti. Sulla base dei dati forniti dal sistema di
sorveglianza per le meningiti batteriche attivo presso il Ministero della
sanita' e l'Istituto superiore di sanita', Hib e' stato responsabile del 14,8
per cento di tutte le meningiti a liquor torbido notificate nel periodo
1994-1997. In tale periodo le meningiti da Hib hanno rappresentato da sole il 40
per cento di tutte le meningiti batteriche nei primi di eta' inferiore a due
anni di vita, mentre l'80 per cento delle forme invasive delle infezioni da
Haemophilus influenzae si manifesta a carico di bambini di eta' inferiore a
cinque anni. Da cio' deriva la necessita' di assicurare il piu' precocemente
possibile una protezione immunitaria ne confronti dell'Hib. L'articolo 6
definisce nel dettaglio il calendario per l'esecuzione della vaccinazione
anti-Haemophilus influenzae b nei nuovi nati. Ai fini del raggiungimento degli
obiettivi fissati dal Piano sanitario nazionale 1998-2000, la vaccinazione
contro l'Hib, con qualsiasi tipo di vaccino coniugato, va iniziata nel corso del
terzo mese di vita, a partire dal compimento della ottava settimana. La seconda
dose va somministrata entro il quinto mese, con completamento del ciclo entro
l'undicesimo-dodicesimo mese di vita. Per i bambini che hanno ricevuto un ciclo
di tre dosi entro il primo anno di vita non sono necessarie dosi di rinforzo di
vaccino Hib negli anni successivi.
NOTA BENE:
per i
bambini di eta' compresa tra 13 e 48 mesi, non vaccinati nel primo anno di vita,
una sola dose di vaccino Hib e' sufficiente a garantire una valida protezione
nei confronti della malattia invasiva. La vaccinazione di routine dei bambini di
eta' superiore a quattro anni compiuti e dei ragazzi non e' raccomandata.
INTERVALLI TRA LE
SOMMINISTRAZIONI Ai fini dello sviluppo di una adeguata risposta immunitaria e'
importante che gli intervalli tra le somministrazioni siano rispettati e che il
ciclo di base venga completato nei tempo prescritti. In linea generale, il
prolungamento degli intervalli tra le somministrazioni comporta una risposta
piu' efficiente, in termine di titoli anticorpali e loro persistenza nel tempo.
Per tale motivo, e ferma restando la necessita' di assicurare la protezione
immunitaria il piu' precocemente possibile, non e' necessario ricominciare il
ciclo vaccinale di base se non sono trascorsi piu' di dodici mesi tra la prima e
la seconda dose, e piu' di cinque anni tra la seconda e la terza dose di DTP, DT, antipoliomielitica, antiepatite virale B. la risposta anticorpale puo'
essere invece meno efficiente se l'intervallo tra le somministrazioni dovesse
scendere al di sotto delle quattro settimane. In tali casi, sara' necessario
ricominciare il ciclo, non considerando valide ai fini del completamento del
calendario di vaccinazioni le dosi non distanziate da almeno quattro settimane.
I bambini prematuri ed immaturi vanno vaccinati secondo la loro eta' cronologica
di prematurita'.
SOMMINISTRAZIONE
SIMULTANEA DI PIU' VACCINI
Tutti i vaccini
inclusi nell'EPI e nel programma nazionale di immunizzazione di cui al Piano
sanitario nazionale 1998-2000 ed al presente calendario possono essere
somministrati, in tutta sicurezza ed efficacia, contemporaneamente, in sedi
corporee diverse. Teoricamente si puo' mettere in dubbio l'efficacia di piu'
vaccini virali vivi attenuati somministrati a breve distanza l'uno dall'altro;
pertanto, se OPV e MPR non possono essere somministrati nello stesso giorno, le
loro somministrazioni devono essere distanziate di almeno quattro
settimane.
CONTROINDICAZIONI
E PRECAUZIONI
Le vere e false
controindicazioni alla somministrazione dei vaccini sono riportate nella
circolare n. 9 del 26 marzo 1991, redatta sulla base delle raccomandazioni del
Gruppo europeo di esperti dell'Organizzazione mondiale della sanita' per l'EPI.
Il differimento delle vaccinazioni a causa di condizioni erroneamente ritenute
controindicazioni alla somministrazione dei vaccini puo' comportare ritardi nel
completamento del ciclo di base che espongono il bambino al rischio di contrarre
una malattia altrimenti prevenibile e di soffrire per le sue complicanze
invalidanti. E' opportuno adottare precauzioni, quali la somministrazione dei
vaccini in ambiente protetto, o il trattamento farmacologico adeguato, nelle
seguenti circostanze: reazione febbrile importante, con temperatura- 3/40,5
gradi C entro 48 ore, a seguito di una precedente somministrazione di DTP;
episodio di ipotonia-iporesponsivita' (episodio simile al collasso) entro 48
ore, a seguito di una precedente somministrazione di DTP; episodi di pianto
persistente ed inconsolabile di durata superiore a tre ore, entro 48 ore, a
seguito di una precedente somministrazione di DTP; convulsioni con o senza
febbre, entro tre giorni, a seguito di una precedente somministrazione di DTP.
IL MINISTRO:
BINDI
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GAZZETTA UFFICIALE
N.87 DEL 15 APRILE 1999
MINISTERO DELLA
SANITA' DECRETO 7 APRILE 1999
NUOVO CALENDARIO
DELLE VACCINAZIONI OBBLIGATORIE E
RACCOMANDATE PER
L'ETA' EVOLUTIVA
IL MINISTRO DELLA
SANITA'
Vista la legge 27
aprile 1981, n. 166, recante modifiche alla legge 5 marzo 1963, n. 296, come
modificata dalla legge 20 marzo 1968, n. 419, concernente la vaccinazione
antitetanica obbligatoria;
Visto l'art. 1
della legge 4 febbraio 1966, n. 51, riguardante l'obbligatorieta' della
vaccinazione antipoliomelitica;
Visto l'art. 2
della legge 27 maggio 1991, n. 165, riguardante l'obbligatorieta' della
vaccinazione contro l'epatite virale B;
Visti gli articoli
5, comma 3, e 6 lettera b), della legge 23 dicembre 1978, n. 833, riguardante
l'istituzione del Servizio sanitario nazionale;
Visto l'art. 1 del
decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 266, riguardante il riordinamento del
Ministero della sanita', a norma dell'art. 1, comma 1, lettera h), della legge
23 ottobre 1992, n. 421;
Visti gli articoli
112, comma 3 e 115, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 31 marzo 1998,
n. 112, riguardante il conferimento di funzioni e compiti amministrativi alle
regioni ed agli enti locali in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997,
n. 59;
Visto il decreto
del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, riguardante l'approvazione del
Piano sanitario nazionale per il triennio 1998-2000, pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 228 del 10 dicembre 1998;
Considerata l'opportunita' di fornire al Servizio sanitario nazionale, in tema di
vaccinazioni, uno strumento operativo atto a consentire il perseguimento degli
obiettivi specifici indicati nel Piano sanitario nazionale 1998-2000 per
(Contrastare le principali patologie) (Obiettivo II);
Considerato che,
per assicurare l'uniformita' della strategia di immunizzazione su tutto il
territorio nazionale e' necessario seguire calendari di vaccinazioni il piu'
possibile uniformi;
Riconosciuta la
necessita' di modificare il calendario delle vaccinazioni per l'eta' evolutiva,
in relazione alle mutate condizioni epidemiologiche ed alla disponibilita' di
nuovi vaccini;
Udita la
commissione di esperti in tema di vaccinazione istituita con decreto del
Ministro della Sanita' 20 ottobre 1997;
Sentita il parere
del Consiglio superiore di sanita';
DECRETA
ARTICOLO 1.
1. Il calendario
delle vaccinazioni obbligatorie per i nuovi nati e' modificato secondo quanto
previsto dagli articoli 2, 3, 4 del presente decreto.
2. Il calendario
delle vaccinazioni raccomandate per i nuovi nati e' indicato all'articolo 2,
comma 4, ed agli articoli 5 e 6 del presente decreto.
3. Lo schema del
calendario delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate e' riportato
nell'allegato 1.
ARTICOLO 2.
1. La vaccinazione
antidifterica-tetanica (DT) va somministrata nel corso del primo anno di vita in
tre dosi, di cui la prima nel terzo mese di vita (a partire dal compimento della
ottava settimana), la seconda nel quinto mese di vita, e comunque non prima che
siano trascorse sei settimane dalla prima, la terza in un periodo compreso tra
l'undicesimo ed il dodicesimo mese di vita.
2. Il ciclo di
base della vaccinazione DT va completato con unadose di rinforzo al quinto-sesto
anno di vita.
3. Ai fini del
mantenimento nel tempo dell'immunita' nei confronti di difterite e tetano, una
ulteriore dose di rinforzo con vaccino antidifterico-tetanico per gli adulti (Td) e' indicata in un periodo compreso tra gli 11 e i 15 anni.
4. Lo schema
temporale previsto dai commi 1 e 2 vale anche per l'ipotesi, che viene
raccomandata, di vaccinazione antidifterica- tetanica-pertossica (DPT).
ARTICOLO 3.
1. La vaccinazione
antipoliomielitica va somministrata nel corso del primo anno di vita in tre
dosi, con i vaccini e con gli intervalli temporali di seguito
specificati:
a) prima dose di
vaccino antipoliomielitico inattivato potenziato (contenente 40 Unita' di
antigene D per il poliovirus tipo 1, 8 Unita' di antigene D per il poliovirus
tipo 2 e 32 Unita' di antigene D per il poliovirus tipo 3) nel corso del terzo
mese di vita (a partire dal compimento della ottava settimana);
b) seconda dose di
vaccino antipoliomielitico inattivato potenziato nel corso del quinto mese di
vita, e comunque non prima che siano trascorse sei settimane dalla
somministrazione della prima dose;
c) terza dose di
vaccino antipoliomielitico orale trivalente (contenente 1.000.000 TCID/50 di
poliovirus tipo 1, 100.000 TCID/50 di poliovirus tipo 2 e 300.000 TCID di
poliovirus tipo 3) in un periodo di tempo compreso tra l'undicesimo ed il
dodicesimo mese;
d) quarta dose di
vaccino antipoliomielitico orale trivalente somministrata nel corso del terzo
anno di vita e, comunque non prima che siano trascorsi dodici mesi dalla
somministrazione della terza dose.
ARTICOLO 4.
1. La vaccinazione
antiepatite virale B va somministrata nel primo anno di vita in tre dosi, di cui
la prima nel corso del terzo mese (a partire dal compimento della ottava
settimana), la seconda nel corspo del quinto mese di vita e, comunque, non prima
che siano trascorse sei settimane dalla somministrazione della prima dose, la
terza in un periodo di tempo compreso tra l'undicesimo ed il dodicesimo mese di
vita.
2. La vaccinazione
antiepatite virale B nei bambini nati da madri positive per HBsAg prevede la
somministrazione della prima dose di vaccino alla nascita (entro 12-24 ore) con
contemporanea somministrazione di immunoglobuline soecifiche antiepatite B,
seguita dalla seconda dose a distanza di quattro settimane dalla prima, dalla
terza dose dopo il compimento della ottava settimana e dalla quarta dose in un
periodo compreso tra l'undicesimo ed il dodicesimo mese di vita, in concomitanza
con altre vaccinazioni.
ARTICOLO 5.
1. La vaccinazio
antimorbillo-parotite-rosolia (MPR) va somministrata in un periodo di tempo
compreso tra il dodicesimo mese ed il quindicesimo mese di vita.
2. la
somministrazione di routine, mediante offerta attiva alla popolazione, di una
seconda dose di vaccino MPR va presa in considerazione soltanto dopo il
raggiungimento di coperture vaccinali pari o superiori all'80% nella popolazione
bersaglio (bambini di eta' inferiore a ventiquattro mesi di vita).
3. In attesa del
raggiugimento di coperture vaccinali pari o superiori all'80% la seconda dose di
vaccino MPR puo' essere offerta all'eta' di 5-6 anni come strategia di recupero
dei soggetti non vaccinati nel corso del secondo anno di vita, oppure all'eta'
di 11-12 anni come alternativa alla vaccinazione antirosolia nelle ragazze
pre-adolescenti ai fini della prevenzione della sindrome da rosolia congenita, o
alla vaccinazione antiparotite nei ragazzi.
ARTICOLI 6.
1. La vaccinazione
contro le infezioni invasive da Haemophilus influenzae b va somministrata nel
corso del primo anno di vita in tre dosi, di cui la prima nel terzo mese di vita
(a partire dal compimento della ottava settimana), la seconda nel quinto mese di
vita e la terza all'undicesimo mese di vita.
ARTICOLO 7.
1. Ai fini del
perseguimento di obiettivi di sanita' pubblica adeguati alla situazione
epidemiologica corrente ed in linea con gli enunciati del Piano sanitario
nazionale 1998-2000, nel programma nazionale di vaccinazioni per l'eta'
evolutiva e' consentita l'utilizzazione dei vaccini commercializzati in Italia
anche secondo schemi diversi da quelli previsti nei relativi foglietti
illustrativi, purche' rispondenti ai protocolli previsti nel presente
decreto.
ARTICOLO 8.
1. Entro quindici
giorni dalla data della pubblicazione del presente decreto la vaccinazione
antipolio dei nuovi nati viene effettuata secondo la schedula di cui
all'articolo 3.
2. Le regioni in
base ai rispettivi assetti organizzativi, stabiliscono le modalita' ed i tempi
per l'applicazione del calendario delle vaccinazioni raccomandate, come indicato
nel presente decreto, tenendo conto degli obiettivi stabiliti in merito al
raggiungimento di coperture vaccinali del Piano sanitario nazionale
1998-2000.
3. Il calendario
delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate per l'eta' evolutiva di cui al
presente decreto verra' aggiornato periodicamente in relazione al mutare della
situazione epidemiologica delle malattie bersaglio, alla definizione di
obiettivi operativi in sede nazionale o europea, alla disponibilita' di nuovi
vaccini.
Roma, 7 aprile
1999
IL MINISTRO:
BINDI.
ALLEGATO 1.
CALENDARIO DELLE
VACCINAZIONI PER L'ETA' EVOLUTIVA
VACCINO:
DTP
Nascita: ---
3 mese: DTP
5 mese DTP
11 mese: DTP
*
12 mese: DTP
*
15 mese: ---
3 anno: ---
5-6 anni
DTP
11-12 anni: Td
*
14-15 anni: Td
*
ANTIPOLIO
Nascita: ---
3 mese IPV
5 mese IPV
11 mese OPV
*
12 mese OPV
*
15 mese: ---
3 anno: OPV
5-6 anni: ---
11-12 anni: ---
14-15 anni: ---
EPATITE B
Nascita Epatite
B-O **
3 mese Epatite
B
5 mese: Epatite
B
11 mese: Epatite B
*
12 mese Epatite B
*
15 mese: ---
3 anno ---
5-6 anni: ---
11-12 anni:
Epatite B s
14-15 anni: ---
VACCINO MPR
nascita: ---
3 mesi: ---
5 mesi: ---
11 mesi: ---
12 mesi:
MPR
15 mesi:
MPR
3 anno: ---
5-6 anni: MPR
#
11-12 anni: MPR
#
14-15 anni: ---
VACCINO Hib
nascita: ---
3 mese: Hib
5 mese: Hib
11 mese:
Hib
12 mese: ---
15 mese: ---
3 anno: ---
5-6 anni: ---
11-12 anni: ---
14-15 anni: ---
N.B.: * Indica gli
ambiti temporale accettabili per la
somministrazione
dei vaccini.
DTP: Vaccinazione
antidifterico-tetanico-pertossica
IPV: Vaccino
antipoliomielitico iniettabile - inattivato
OPV: Vaccino
antipoliomielitico-parotite-rosolia
Td: Vaccino
antidfterico-tetanico per adulti, contenente soltanto
2 Lf di anatossina
difterica
Hib: vaccinazione
anti-Haemophilus influenzae b.
** Nei bambini
nati da madri positive per HBsAg, da somministrare entro 12-24 ore,
contemporaneamente alle immunoglobuline specifiche antiepatite B; il ciclo va
completato da una seconda dose a distanza di 4 settimana dalla prima, da una
terza dose dopo il compimento della ottava settimana e dalla quarta dose in un
periodo compreso tra l'undicesimo ed il dodicesimo mese di vita, in concomitanza
con le altre vaccinazioni.
OO E' possibile la
somministrazione simultanea, in un'unica seduta vaccinale, delle vaccinazioni
antidfterico-tetanica-pertossica, antiepatite virale B, antipoliomielitica ed
antimorbillo-parotite- rosolia, anticipando quest'ultima al dodicesimo mese di
vita.
Qualora non sia
stato possibile somministrare una dose di vaccino MPR entro i 24 mesi di vita,
e' necessario utilizzare ogni seduta vaccinale successiva per il recupero dei
soggetti non vaccinati. # L'offerta attiva della seconda dose di routine della
vaccinazione antimorbillo-parotite-rosolia e' epidemiologicamente importante
soltanto dopo il raggiungimento di coperture vaccinali pari o superiori all'80%
nella popolazione bersaglio (bambini di eta' inferiore a 24 mesi di vita). s Ai
sensi della legge 27 maggio 1991, n. 165, per gli adolescenti non
precedentemente vaccinati.